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Nella giornata di mercoledì 4 febbraio 2026, in occasione della Settimana dello Storytelling,

nella quale gli studenti e le studentesse hanno l’occasione di incontrare personaggi rilevanti
per ascoltare la loro storia, la famosa telecronista italiana Katia Serra ha fatto visita alle
scuole Maestre Pie.

La giornalista ed ex-calciatrice ha incontrato le classi prime medie e le classi quinte
elementari, nella nuova ala della struttura. La 3°C della scuola secondaria si è occupata
invece dell’intervista e della regia, oltre che della creazione di contenuti per i social.

L’evento si è svolto in due momenti: durante la prima parte, è avvenuta l’intervista a Katia
Serra con la partecipazione di due studenti della 3C insieme al prof di educazione fisica
Sergio Ruosi, nell’aula podcast; durante la seconda parte, invece, hanno partecipato anche i
ragazzi delle prime medie, interagendo con Katia e ponendole varie domande dal vivo.

Durante l’intervista, la giornalista ha parlato della sua infanzia e del momento in cui è nata la
sua passione per lo sport: ha infatti spiegato di essere stata indirizzata nel mondo del calcio
dalla madre, considerata la sportiva della famiglia.

Inoltre, Katia ha riferito che ai suoi tempi non esistevano delle squadre femminili e che le
ragazze non potevano far parte di una squadra maschile.

Durante l’adolescenza, continua a giocare a calcio e a 13 anni inizia a giocare con compagni
più grandi, poiché era molto brava. Purtroppo, a 15 anni, subisce il primo infortunio al
ginocchio e decide di dedicarsi solo al calcio, in quanto prima praticava diversi sport.

Diventa adulta e inizia a giocare in serie A: durante la sua carriera vince 3 Coppe Italia, 1
Supercoppa, 1 Campionato e 1 Italy Women’s Cup.

Nel 2010, termina la sua carriera da calciatrice e diventa telecronista di calcio. Entra a far
parte anche di un sindacato che ha lo scopo di rendere il calcio femminile professionale ed
equamente retribuito.

Nel suo percorso ha riscontrato molti impedimenti e svantaggi, soprattutto perché è una
donna che lavora in un ambiente prevalentemente maschile. Nonostante ciò, è riuscita
comunque a raggiungere un obiettivo importantissimo per la sua carriera: è stata infatti
convocata per la telecronaca della finale degli Europei di calcio maschile, in cui l’Italia ha
battuto l’Inghilterra. Nel suo libro “Una vita in fuorigioco”, Katia esprime tutte le sue emozioni
provate prima, durante e dopo la telecronaca.

Ha poi spiegato quanto e come si è battuta per i diritti femminili in campo sportivo,
raggiungendo gli obiettivi che si era prefissata.

Durante l’incontro, ha affrontato diverse tematiche, trattando soprattutto l’argomento della
parità di genere. La telecronista ha infatti confutato varie teorie come il fatto che le calciatrici
siano tutte lesbiche, le donne siano incompetenti e raccomandate, siano più belle che brave
e che il calcio danneggi il corpo femminile.

Katia è di sicuro tenace, professionale, coraggiosa ma soprattutto determinata.

Determinata a farsi valere nonostante tutto, determinata a far vedere quanto contano le
donne anche in un ambiente come quello del calcio e, soprattutto, determinata a mostrare
come anche le donne abbiano talento e passione e come, con impegno, tutti possano
raggiungere anche le vette più alte.

L’ex calciatrice ha affermato che è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi anche
grazie all’aiuto e al supporto dei familiari che le sono sempre stati vicini, in particolare suo
fratello.

Questo incontro è stata un’occasione per gli studenti di poter fare domande e chiedere
curiosità ad una persona simbolo della lotta nel mondo del calcio femminile, oltre che una
cittadina bolognese.

Ecco come la storia di un’importante calciatrice italiana può diventare una lezione per tutti
noi.

Le studentesse e gli studenti della 3C