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Smartphone: conoscere per educare

Smartphone: conoscere per educare

Seminario formativo per genitori e comunità educante

Martedì 17 marzo alle ore 18.00, presso il Salone Polivalente del nuovo edificio della Scuola, si terrà il seminario formativo “Smartphone: conoscere per educare”, un incontro dedicato a uno dei temi più attuali e delicati nell’educazione delle nuove generazioni.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Agimap, rientra nel ciclo di appuntamenti “Crescere insieme”, pensato per offrire momenti di riflessione e confronto sui principali temi educativi che accompagnano lo sviluppo di bambini e adolescenti. L’incontro è rivolto in particolare ai genitori di ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, una fascia d’età in cui l’uso dello smartphone e dei social network diventa spesso centrale nella vita quotidiana.

Ospite e relatore della serata sarà il prof. Elvis Mazzoni, docente dell’Università di Bologna e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia scolastica e di comunità presso il Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari”. Il professor Mazzoni è inoltre autore del volume Crescere nell’era dei new media (Il Mulino, 2024), nel quale affronta il rapporto tra sviluppo, educazione e tecnologie digitali.

Durante il seminario si cercherà di comprendere come accompagnare ragazze e ragazzi verso un uso consapevole degli smartphone e dei social network, analizzando le opportunità che questi strumenti offrono ma anche i rischi che possono comportare. Attraverso il contributo del relatore, l’incontro offrirà spunti concreti per individuare strategie educative efficaci, aiutando genitori ed educatori a definire con maggiore chiarezza i “sì” e i “no” necessari per un utilizzo equilibrato e responsabile delle tecnologie digitali.

L’appuntamento rappresenta dunque un’importante occasione di approfondimento e dialogo, per riflettere insieme su un tema che riguarda da vicino la crescita e la formazione delle nuove generazioni.

Heidelberg 2026: vivere la scuola, costruire legami

Heidelberg 2026: vivere la scuola, costruire legami

La vacanza studio ad Heidelberg, in una scuola statale della Germania, si è conclusa e, con essa, un capitolo della nostra scuola fatto di impressioni contrastanti, ricordi, ed emozioni forti…

Abbiamo avuto la possibilità di conoscere una realtà scolastica diversa dalla nostra: un modo di fare scuola che diventa essenzialmente “vivere” gli spazi, essere comunità, valorizzare le differenze, “includere” l’altro per conoscere e crescere insieme.

I nostri ragazzi e ragazze si sono messi in gioco, hanno messo le “ciabatte” e si sono addentrati nel loro mondo, dimostrando che è possibile trovare un dialogo e avere un confronto al di là delle diversità linguistiche. Insieme abbiamo cucinato, studiato, lavorato il legno, vissuto la quotidianità e piantato semi nel giardino della scuola Elsenztalschule, in nome di una nuova comunione culturale e sociale, di un gemellaggio che ci porterà ad ospitarli il prossimo mese di ottobre.

A noi insegnanti è bastato vederli sorridere, comunicare in diverse lingue, vincere la propria emotività per entrare in relazione con l’altro.

Questa settimana abbiamo fatto davvero scuola: abbiamo condiviso momenti unici di crescita personale e formativa, in un contesto libero da vincoli, uno spazio tutto nostro in cui le relazioni sociali e la comunione hanno fatto la differenza.

Ancora grazie alle famiglie per aver permesso a questi giovani di vivere un’esperienza simile!

Prof.ssa Galioto – Prof. Morris

 

Le Scuole Maestre Pie protagoniste al convegno ‘L’aula aumentata’

Le Scuole Maestre Pie protagoniste al convegno ‘L’aula aumentata’

Venerdì 27 febbraio 2026, dalle 15.00 alle 18.30, le Scuole Maestre Pie di Bologna saranno tra le realtà scolastiche protagoniste del terzo convegno promosso da Lions International – Distretto 108Tb, dedicato a uno dei temi più cruciali per il presente e il futuro della formazione:
“L’aula aumentata. Didattica Digitale Integrata, Artificial Intelligence, STEAM e i nuovi scenari per la scuola e l’imprenditoria italiana”.

L’incontro si svolgerà presso il DAMA – Tecnopolo Data Manifattura di Bologna, luogo simbolo dell’innovazione, della ricerca e del dialogo tra scuola, università e mondo produttivo, e vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e di importanti realtà educative del territorio.

Un confronto necessario sul futuro della scuola

Il convegno nasce dalla consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie digitali stanno già trasformando in profondità il mondo del lavoro, imponendo alla scuola una riflessione seria e non più rinviabile sui modelli formativi e sulle competenze da costruire fin dalla Scuola Secondaria di I grado.

Non si tratta soltanto di introdurre nuovi strumenti, ma di ripensare i processi educativi per sviluppare nei ragazzi pensiero critico, creatività, capacità di collaborazione, flessibilità e consapevolezza tecnologica, competenze chiave per affrontare scenari professionali in continuo cambiamento.

Le Scuole Maestre Pie: esperienze concrete e visione educativa

All’interno di questo quadro, le Scuole Maestre Pie di Bologna portano al convegno esperienze didattiche concrete, maturate nella Scuola Secondaria, che integrano:

  • Didattica STEAM, capace di coniugare discipline scientifico-tecnologiche e ambiti umanistici e artistici, promuovendo un apprendimento interdisciplinare e inclusivo;

  • Didattica Digitale Integrata (DDI), come parte strutturale del curriculum, per costruire percorsi flessibili e personalizzati;

  • Intelligenza Artificiale, utilizzata come strumento educativo per la personalizzazione degli apprendimenti, il monitoraggio dei progressi e il supporto alla valutazione;

  • Innovazione didattica continua, attraverso metodologie attive come il problem solving, il project-based learning e la flipped classroom.

In particolare, l’intervento delle Scuole Maestre Pie sarà dedicato alla ricerca documentale e cartografica e alla costruzione di modelli tridimensionali interattivi, con la dimostrazione di un’attività laboratoriale realizzata dagli studenti: un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare leva per l’apprendimento significativo e partecipato.

Scuola, lavoro e ricerca: un dialogo aperto

Il convegno si articolerà in due panel di discussione che metteranno in dialogo scuola, mondo del lavoro e ricerca, interrogandosi sulle competenze trasversali richieste oggi e su come la scuola possa rispondere in modo efficace a un mondo già cambiato.

In questo contesto, la partecipazione delle Scuole Maestre Pie rappresenta non solo un contributo esperienziale, ma anche una testimonianza di visione educativa, capace di tenere insieme innovazione tecnologica, centralità dello studente e attenzione alla dimensione umana dell’apprendimento.

Un impegno che guarda al futuro

Essere protagonisti di “L’aula aumentata” significa, per le Scuole Maestre Pie, ribadire il proprio impegno nel costruire una scuola che non subisce il cambiamento, ma lo interpreta e lo governa, accompagnando studenti e studentesse nella crescita di competenze autentiche per il futuro.

Un’occasione di confronto di alto livello che conferma il ruolo delle nostre scuole come laboratori di innovazione educativa, radicati nel territorio e aperti alle sfide del mondo contemporaneo.

Vi aspettiamo!

Giorno della Memoria 2026

Giorno della Memoria 2026

Quando la memoria prende voce, forma e colore

Il silenzio, a scuola, non è mai stato vuoto. In questi giorni è stato pieno di ascolto, di domande, di storie che hanno attraversato le classi, i corridoi, i quaderni. In occasione della Giornata della Memoria 2026, la nostra comunità scolastica ha scelto di fermarsi, guardare indietro e, insieme, provare a capire.

I più piccoli hanno incontrato la Memoria attraverso le storie: un orsetto che attraversa il tempo e la guerra, valigie che custodiscono vite, parole sussurrate che diventano pensieri scritti, disegni, colori. Nei loro occhi, la storia ha preso la forma dell’amicizia, della perdita, del rispetto. Ricordare, per loro, è diventato un gesto semplice e profondissimo: non dimenticare l’altro.

Nelle classi più grandi, la memoria si è fatta ricerca, indagine, confronto. I ragazzi hanno letto, visto, ascoltato. Hanno incontrato le parole di chi è tornato, le immagini dei luoghi, le leggi che hanno escluso, i nomi che rischiavano di scomparire. Hanno scoperto che la storia non è lontana, ma incisa nei marciapiedi delle nostre città, scritta su piccole pietre d’inciampo che chiedono solo di essere guardate. E ricordate.

In alcune classi, la musica ha aperto una strada inattesa. Brundibár, un’opera per bambini nata dentro un campo di concentramento, ha trasformato il dolore in canto, la paura in unione, la memoria in narrazione. I ragazzi hanno ascoltato, discusso, immaginato, e ora stanno imparando a raccontare a loro volta: perché anche inventare una storia può essere un modo per resistere, per dare un nome, una voce, un senso.

In questi giorni la Memoria non è stata solo un tema, ma un’esperienza. Ha preso la forma di una lettura condivisa, di una domanda difficile, di un disegno, di una nota musicale, di un nome scritto a mano e appeso in un corridoio. Ha unito linguaggi diversi – storia, arte, musica, parole, immagini – e ha fatto della scuola un luogo di ascolto autentico.

Le immagini che accompagnano questo racconto non sono solo documentazione: sono tracce di un percorso, segni di una consapevolezza che nasce piano, ma resta. Perché ricordare non è guardare al passato: è scegliere che futuro vogliamo costruire.

E noi, insieme ai nostri studenti, abbiamo scelto di non dimenticare.